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04
2017

COLESTEROLO: IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

In questo articolo voglio parlarti del colesterolo.. ormai diventato a torto sinonimo di probabili problemi cardiovascolari sopratutto se i suoi valori negli esami ematici (del sangue) risultano elevati.

Visto che spesso i medici si ritengono troppo superiori per dare le dovute spiegazioni e generalizzano concludendo con l’affibbiarti farmaci dalla dubbia utilità reale e molti effetti collaterali, questo atteggiamento è sbagliato ed ha allontanato molte persone di cultura dai professionisti medici.

Tutto sommato con l’avvento del web è diventato piuttosto facile accedere alla ricerca ed alla conoscenza, sopratutto per chi conosce almeno la lingua inglese.

Questo fatto ha reso controversa l’attività di molti medici, che si ritrovano spesso con pazienti reticenti nell’applicare le cure prescritte. Anche questo atteggiamento è sbagliato!

Quello che voglio dire è che da entrambe le parti ci deve essere la disponibilità a “discutere” serenamente le opzioni che la scienza medica e farmaceutica mette a disposizione, valutando tutti i vantaggi e gli svantaggi che uno specifico trattamento può garantire.

Quindi se da una parte il paziente deve comunque affidarsi alla competenza medica per trovare una cura, dall’altra parte il professionista medico deve avere la capacità di spiegare adeguatamente le opzioni a disposizione in modo da consentire al paziente una scelta consapevole.

Chiarito questo punto, perché ovviamente non desidero apparire assolutamente come medico ma semplicemente creare un punto di riflessione, passiamo a parlare adeguatamente di colesterolo.

Sono stato sensibilizzato al problema in seguito agli esami ematici di mia madre: ha il colesterolo piuttosto alto sopra i livelli indicati come norma. Questo letto superficialmente starebbe ad indicare un rischio cardiovascolare elevato ma..

RISCHIO CARDIOVASCOLARE


In prima battuta, visti gli esami ematici, la cardiologa di turno avrebbe somministrato a mia madre un farmaco chiamato “statine” in quanto detto farmaco abbasserebbe i livelli di colesterolo e ridurrebbe il rischio cardiovascolare..

Occupandomi però di benessere, oltre che di fitness, ho subito sentito puzza di bruciato poiché sono anni che questo tipo di farmaco è noto per la controversa utilità: mi sono subito informato da altri amici medici ed ho fatto un po di ricerca nelle pubblicazioni mediche e nei portali dedicati alla medicina (americani..)

Quello che ho trovato e le opinioni a riguardo mi hanno lasciato piuttosto perplesso, così ho approfondito! Sinceramente trattandosi di mia madre, prima di ascoltare una prescrizione medica data alla spicciolata preferisco valutarne bene pro e contro.

Non desidero assolutamente denigrare la figura della cardiologa che ha consigliato le statine a mia madre: a volte nella professione medica si opta per la soluzione più semplice perché consente un risultato rapido e spesso si valuta che un paziente desideri quello piuttosto che la sicurezza di un risultato sicuro ma più lento ad arrivare.

Un medico, come qualsiasi altro professionista, è fondamentalmente una persona umana: quindi soggetta a sbalzi di umore, giornate positive e negative, poco tempo a disposizione, opinioni che possono cambiare, un carattere formatosi negli anni e con l’esperienza.

Cosa voglio dire? Semplicemente che spesso, cercando di fare del bene, non si sceglie la soluzione migliore e più adeguata a chi si ha di fronte ma quella “standard” che può far quasi contenti tutti..

Invece quello che ti aspetteresti da un professionista serio è una soluzione “personalizzata” considerando le tue reali condizioni, non una generalizzazione comune.

E finalmente, dopo una lunga premessa, possiamo parlare del rischio cardiovascolare dovuto al colesterolo: questo si valuta considerando molti parametri e non soltanto il colesterolo cosiddetto cattivo, ovvero LDL

PARAMETRI DI VALUTAZIONE RISCHIO


I primi parametri da valutare sono anzitutto gli altri valori legati al colesterolo che puoi trovare negli esami ematici e che vanno messi tutti in relazione l’uno con l’altro, quindi:

  • valore LDL
  • valore HDL
  • valore COLESTEROLO TOTALE
  • valore TRIGLICERIDI
  • valore PRESSIONE SISTOLICA

Già avendo questi valori è possibile, mettendoli in relazione, calcolare un valore che fa riferimento al reale rischio cardiovascolare. Puoi calcolarlo comodamente su questa pagina >

In sostanza mettendo in relazione il colesterolo buono HDL con l’LDL, i TRIGLICERIDI e la PRESSIONE SISTOLICA si può capire quale sia l’effettivo rischio cardiovascolare (ed anche di conseguenza quello di formare placche aterosclerotiche).

I parametri vanno inoltre considerati in base al sesso ed all’età del soggetto. Vanno valutate cose come la sedentarietà, l’obesità, se è fumatrice e l’ereditarietà (se in famiglia ci sono stati casi di infarto o arteriosclerosi)

Nello specifico mia madre ha valori piuttosto alti di colesterolo HDL con valori molto bassi di TRIGLICERIDI e PRESSIONE SISTOLICA nella norma.. seppur il valore dell’LDL e della COLESTEROLEMIA totale risultano alti la valutazione del rischio risulta comunque bassa. C’è anche un altro particolare da considerare.. particolare spesso trascurato!

LDL-C & LDL-P!


Le lipoproteine ​​sono strutture biochimiche che consentono il trasporto di lipidi in tutto il corpo. Una lipoproteina comprende un nucleo costituito da una goccia di trigliceridi e / o esteri di colesterilico, uno strato superficiale di fosfolipide, colesterolo non esternato e proteine ​​specifiche (apolipoproteine).

Queste proteine di trasporto sono classificate in base alla loro densità:

  • HDL: lipoproteine ad alta densità
  • LDL: lipoproteine a bassa densità

L’apolipoproteina B (apoB) è la lipoproteina primaria in LDL. Le lipoproteine ​​contenenti ApoB svolgono un ruolo estremamente importante nell’aterosclerosi. Nelle aterosclerosi le lipoproteine ​​contenenti apolipoproteina si bloccano all’interno della parete arteriosa, anche quando i livelli di colesterolo nel sangue sono normali.

L’aterosclerosi è un processo complesso, inizialmente le LDL e le altre lipoproteine ​​contenenti apoB entrano nella parete arteriosa. Questa intrusione chimica sembra iniziare una risposta infiammatoria mal adattiva e cronica che porta alla formazione di una placca aterosclerotica.

Il colesterolo lipoproteico a bassa densità LDL-C (che sta per colesterolo) calcolato o meno frequentemente misurato è il marcatore comunemente usato per valutare il rischio aterosclerotico con conseguente rischio cardiovascolare.

LDL-C è una misura della massa del colesterolo nelle particelle LDL. A causa del fatto che l’LDL-C è utilizzato da tanti anni per riflettere la quantità di LDL, LDL-C e LDL sono diventati quasi un sinonimo. Questo può essere fuorviante, perché il contenuto di colesterolo nelle particelle LDL varia notevolmente.

LDL-C è in realtà una misura surrogata che fornisce solo una stima dei livelli di LDL. Gli studi indicano che il rischio per l’aterosclerosi è più correlato al numero di particelle LDL (LDL-P) rispetto alla quantità totale di colesterolo all’interno di queste particelle.

I TRIGLICERIDI NELL'EQUAZIONE


È inoltre importante ricordare che le particelle LDL portano altre molecole rispetto al colesterolo. Ad esempio, i trigliceridi. Simile al colesterolo totale e al LDL-C vi è un’associazione tra i trigliceridi del siero ed il rischio di malattie cardiovascolari. Le molecole di trigliceridi sono più grandi delle molecole esteriche di colesterolo.

Se il numero di molecole di trigliceridi in una particella LDL è elevato, ci sarà meno spazio per le molecole di colesterolo.

Pertanto se i trigliceridi sono alti ci possono essere molte particelle LDL per portare la stessa quantità di colesterolo. Quindi l’elevata quantità di particelle LDL può essere associata a piccole particelle ricche di trigliceridi povere però di colesterolo.

Ok.. è un po incasinato ma adesso con un esempio capirai meglio il succo della faccenda!

Immagina di avere una persona A con grandi particelle LDL ricche di colesterolo, mentre una persona B con particelle LDL povere però di colesterolo. Queste due persone possono avere la stessa concentrazione di LDL-C.

Tuttavia, la persona B avrà un numero di particelle LDL più elevato (LDL-P). Nonostante livelli simili di LDL-C, la persona B ha un rischio maggiore di eventi cardiovascolari futuri. Inoltre, la persona B avrà particelle più piccole di LDL.

Alcuni studi hanno suggerito che la dimensione delle particelle LDL può essere importante. Le persone le cui particelle LDL sono prevalentemente piccole e dense, hanno un triplo maggiore rischio di malattia coronarica

 Inoltre, il tipo di LDL, grande e soffice, può essere effettivamente protettivo.

TERAPIE E STATISTICA


Un’analisi di “Get With the Guidelines” dati pubblicati nel 2009 ha studiato quasi 137 mila pazienti con un evento coronarico acuto. Quasi la metà di quelli avevano livelli di LDL ammissibili <100 mg / dL (2,6 mmol / L). Così, LDL-C non sembra predire il rischio in questi pazienti. Tuttavia, il basso livello di HDL-C e TRIGLICERIDI elevato era comune tra questi pazienti. Il basso livello di HDL-C e l’alto livello di TRIGLICERIDI sono generalmente associati ad un aumento della LDL-P.

Insomma la faccenda è parecchio più complessa di quanto si possa comprendere da un semplice esame ematico del colesterolo, per tanto è sempre meglio approfondire e far valutare tutti i valori correlati, piuttosto che unicamente il valore delle LDL-C.

A volte la questione della terapia medica nella prevenzione primaria si presenta quando esiste un rischio intermedio basato su LDL-C. In questi casi un basso livello di LDL-P potrebbe contribuire a confermare che il rischio è davvero basso, il che potrebbe giustificare l’evasione della terapia con statine.

Le statine tendono ad abbassare LDL-C più di LDL-P. Molti individui che raggiungono l’obiettivo per LDL-C con statine, possono ancora avere elevato LDL-P. Ciò può indicare il rischio residuo nonostante ciò che è generalmente definito come un trattamento adeguato.

In generale, la maggior parte dei metodi che abbassano le LDL-C hanno una certa capacità di abbassare anche le LDL-P.

Tuttavia, ci sono alcune differenze. Molto è stato scritto su come abbassare LDL-C. La maggior parte dei medici consiglia di mangiare meno grassi e colesterolo da carne e prodotti lattiero-caseari.

La terapia con le statine riduce notevolmente le LDL-C. Ma le terapie classiche possono alterare le LDL-P in modo diverso. Interventi che abbassano le LDL-C più delle LDL-P includono statine, terapia sostitutiva di estrogeni, alcuni antiretrovirali e una dieta a basso contenuto di grassi e alti carboidrati.

Interventi che abbassano LDL-P più di LDL-C includono fibrati (farmaci che riducono i trigliceridi), niacina (vitamina del gruppo B: la B3), pioglitazone (farmaco con azione sull’insulina utilizzato da soggetti diabetici) acidi grassi omega-3, esercizio fisico e diete mediterranee a basso contenuto di carboidrati.

I pazienti con alti livelli di trigliceridi e bassi livelli di HDL-C hanno probabilità di avere livelli elevati di LDL-P malgrado la normale o bassa LDL-C. Un tale profilo lipidico è tipico per gli individui con la sindrome metabolica.

Gli studi indicano che questi pazienti possono trarre maggiore vantaggio dalle diete a basso contenuto di carboidrati e che la restrizione dei carboidrati riduce l’LDL-P.

Purtroppo la valutazione delle LDL-P non è generalmente usato in Europa per valutare il rischio cardiovascolare. Finora, queste misurazioni sono state eseguite principalmente negli Stati Uniti.

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Autore: Tiziano Lelio

Sportivo per natura, ho sempre praticato e studiato.. è la mia vita, la mia passione!
Personal Trainer Certificato, amo l’attività fisica e desidero creare un mondo di persone attive e soddisfatte in piena salute psico-fisica.
Appassionato di nutrizione ed integrazione da sempre per necessità e amore per la conoscenza.. il mio motto è “allenati ovunque in libertà”!